Fact checking: le supercazzole del Governo sul Jobs Act

[PREMESSA: Il JOBS ACT è una legge delega, definisce principi e criteri in base ai quali il Governo successivamente varerà i decreti legislativi]

Chi oggi difende il sistema vigente difende un modello di diseguaglianze dove i diritti dipendono dalla provenienza o dall’età. Noi vogliamo difendere i diritti di chi non ha diritti.

Matteo Renzi (Lettera agli iscritti del PD sul Jobs act, 20 settembre 2014)

Noi vogliamo il mercato del lavoro in cui ci sono cittadini tutti uguali.

Matteo Renzi (Video 19 settembre)

FUOCHI FATUI

Tanto che:

L’impianto che abbiamo proposto fa riferimento ai nuovi contratti di lavoro. Chi oggi ha l’applicazione del vecchio art 18 ed è occupato non è dentro questa discussione.

Giuliano Poletti (In mezz’ora, 12 ottobre 2014)

Lavoratori di serie A e serie B rimarranno. Il contratto a tutele crescenti varrà per i nuovi rapporti di lavoro – quindi prevalentemente per i giovani – e comunque non sarà accompagnato dall’abolizione delle altre tipologie di contratto prive di diritti e tutele.

Noi non cancelliamo semplicemente l’articolo 18, cioè la tutela da parte di un giudice, cancelliamo tutte le varie forme di collaborazione coordinata che hanno fatto il precariato come scelta di vita di una generazione. Rinventiamo un meccanismo nuovo.

Matteo Renzi (Che tempo che fa, 28 settembre 2014)

TARAPIA TAPIOCA

Nel contratto a tutele crescenti sarà possibile assorbire una parte delle tipologie di contratti che oggi vengono risolti in altra maniera.

Giuliano Poletti (In mezz’ora, 12 ottobre 2014)

Il Jobs act prevede soltanto che siano adottati decreti legislativi volti a: «individuare e analizzare tutte le forme contrattuali esistenti, ai fini di poterne valutare l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo nazionale e internazionale, in funzione di interventi di semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali».

Inoltre…

C’è poi un secondo punto: estendere i diritti nel rapporto di lavoro attraverso l’introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e abolendo e riformando i contratti che precarizzano.

Giuliano Poletti (Discorso al Senato, 8 ottobre 2014)

COME SE FOSSE ANTANI

Nel Jobs act si prevede che si possa: «estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali nei diversi settori produttivi».

Quando uno perde il posto di lavoro ha un indennizzo economico, un aiuto da parte dello Stato e entro un anno una proposta di lavoro.

Matteo Renzi (Che tempo che fa, 28 settembre 2014)

PREMATURATA

Nella legge delega non ci sono risorse finanziarie aggiuntive per estendere a tutti i sussidi di disoccupazione e potenziare i centri per l’impiego. Inoltre a proposito di “universalizzazione del campo di applicazione dell’Aspi” si fa riferimento solo ai «lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa», ignorando le altre tipologie di contratti che prevedono l’iscrizione alla Gestione separata dell’INPS e alle partite IVA.

L’art 18 è uno strumento di garanzia che mette in mano al giudice il diritto di reintegrare il lavoratore. L’applicazione di questo principio è diversa in tutta l’Italia. Da incertezza.

Matteo Renzi (Che tempo che fa, 28 settembre 2014)

Il problema che sta dietro all’art. 18 è che spesso le imprese non sanno qual’è l’eventuale costo che sta dietro a un’eventuale dismissione.

Matteo Renzi (Conferenza stampa, 7 ottobre 2014)

POSTERDATI

L’art. 18 della legge 300/1970 tutela i lavoratori in caso di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Non è una norma che impedisce i licenziamenti fondati. Nel 2013, infatti, ci sono stati 1,1 milioni di licenziamenti, di cui circa 200.000 collettivi e 900.000 individuali (casomai i dati sulla disoccupazione fossero ambigui…).

Io sono interessato a ridurre la disoccupazione in Italia.

Matteo Renzi (intervistato negli USA, settembre 2014)

SUPERCAZZOLA

Il Jobs act non prevede investimenti per creare lavoro.