Incontro fra CGIL Bologna associazioni e movimenti

Si è tenuto, giovedì 27 novembre 2014, un incontro in Via Marconi 67/2° tra la Cgil di Bologna e varie realtà del mondo associativo e dei movimenti studenteschi del nostro territorio con obiettivo di stabilire i punti di convergenza e di reciproco ascolto all’interno
del percorso di discussione e di mobilitazione riguardo alla giornata di sciopero del 12 dicembre indetto da Cgil e Uil come una tappa importante anche se non conclusiva.
Per Alessandro Baldini, del Comitato Salviamo la Costituzione, la convergenza e l’adesione allo sciopero del 12 dicembre, non è solo “un fatto di vicinanza ad una lotta sindacale, ma un atto che pone l’attenzione e prova a trovare convergenze sui progetti, attualmente in discussione in Parlamento, di modifica della legge elettorale e di stravolgimento del dettato costituzionale”.
Stefano Brugnara, presidente di Arci Bologna, ha parlato di adesione convinta alla lotta sindacale che la Cgil sta svolgendo in questi mesi, sottolineando i pericoli che si celano nell’azione governativa per la vita e la funzione di tanti corpi sociali intermedi.

Per Brugnara “va costruita un’ipotesi di lotta comune che respinga l’attacco all’art.18 e ai diritti collettivi sindacali ma che contrasti anche i propositi di stravolgimento del Terzo Settore. Soprattutto, al modello di gestione politico personalistico del premier, va
contrapposta l’intelligenza collettiva di movimenti e associazioni della società civile”. Ci sono – sempre per Brugnara – pericoli di involuzione ma anche spazi di possibile contrattacco e ripartenza.

Anche per Giacomo Gualandi, del coordinamento studenti medi del Rosa Luxemburg, vi è “un affronto intenzionalmente portato alla socialità del nostro Paese che associa al restringimento degli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro, un’analoga intenzione nella scuola e nello svolgimento delle sue funzioni essenziali”.
Per Irene Ricciuti, studentessa del Coordinamento Universitario del Link, ci sono da fronteggiare tutte le ricadute negative che un’idea di welfare non inclusivo, derivante dalle politiche neo liberiste degli ultimi anni, hanno posto in essere.
E’ intervenuto nella discussione anche Andrea Caselli a nome dei Comitati per l’Acqua Bene comune che, nel sottolineare “la mancata attuazione dei risultati referendari di tre anni fa, sottolinea anche i pericoli sociali insiti nel Decreto Sblocca Italia e le intenzioni di privatizzare nonché accrescere il peso della finanza nelle varie multiutility presenti nel nostro territorio”.

Per LIBERA è intervenuta Sofia Nardacchione che, nel sottolineare l’importanza della campagna “Miseria Ladra”, ha indicato l’insufficienza governativa nell’azione di contrasto alla illegalità diffusa a partire dal mancato utilizzo dei beni confiscati alle varie mafie del nostro Paese.
Concludendo i lavori Maurizio Lunghi, Segretario generale CdLM, ha ringraziato le tante realtà che hanno deciso di accettare l’invito della Cgil, realtà con cui stiamo costruendo un importante percorso comune che ci porterà allo sciopero generale del 12 dicembre.
Per Lunghi, a fronte dell’attacco verso la rappresentanza sociale sferrato dal Governo, da ultimo con il Jobs Act, è necessario rafforzare un fronte di mobilitazione sociale con l’obiettivo di cambiare lo stato delle cose.
Quindi Lunghi propone, soprattutto nel territorio, un lavoro comune per rimettere al centro del dibattito pubblico il lavoro, i diritti, la legalità, quindi il pieno rispetto e l’attuazione del dettato costituzionale, con particolare attenzione ai temi del modello di welfare territoriale, del ruolo dei corpi intermedi e della tenuta democratica con un forte coinvolgimento dei cittadini.