Un contratto X tutti

L’ingresso nel mondo del lavoro è da troppo tempo per molti (7 contratti su 10 sono a termine) un percorso di precarietà nella giungla delle 46 forme di contratto diverse. Il contratto a tutele crescenti non può essere la 47esima della serie, ma deve eliminare tutte le forme contrattuali che hanno trasformato l’ingresso nel mondo del lavoro in una corsa ad ostacoli, spesso senza traguardo, che si chiama precarietà. Chiediamo che i contratti a termine siano cancellati nella forma attuale introdotta dal decreto Poletti 34/14 che li ha liberalizzati in modo indiscriminato. Finché resterà in vigore questo decreto, le aziende proporranno sempre ai nuovi assunti il ricatto costante della scadenza del contratto piuttosto che le tutele crescenti previste dal nuovo contratto.

Chiediamo inoltre la cancellazione dei Co.Co.Pro e Co.Co.Co., del bluff dell’ associazione in partecipazione, del lavoro nero legalizzato che è il contratto a chiamata. A un lavoro stabile deve corrispondere un contratto stabile.

Chiediamo inoltre un contrasto forte all’abuso delle false Partita Iva e la severa applicazione delle leggi regionali sugli Stage e i Tirocini per contrastare l’aumento esponenziale degli stage truffa.

E poi basta con #leSupercazzole della riduzione dei diritti in nome dell’uguaglianza! Licenziare ingiustamente un lavoratore non può essere tollerato e l’art.18 serve a evitare questo; il resto è falsità. Al tempo stesso, sorvegliare a distanza i lavoratori o demansionarli a proprio piacimento non può essere un “diritto dell’azienda o dell’imprenditore”. Vogliamo il contratto ma anche i diritti. X tutti!